Obiettivi

Il progetto SASIES mira a sviluppare e testare a livello pilota, un processo di riciclo finalizzato al recupero e valorizzazione dei fanghi provenienti dai processi di lavorazione degli agglomerati.

L'iniziativa coinvolge Minerali Industriali, società leader mondiale nel settore delle industrie estrattive, e Santamargherita, società leader mondiale nel settore dell' agglomerato.
Minerali Industriali fornisce a Santamargherita materie prime per la produzione di agglomerato a base quarzo o marmo per rifestimenti e finiture d' interni.

Il progetto mette in atto una strategia che sfrutta una logica di "catena corta fornitura - produzione" tra il fornitore di materia prima ed il produttore di materiale agglomerato in un circolo virtuoso che permette il riutilizzo del materiale di scarto (fanghi) nel processo produttivo, riducendo il materiale altrimenti destinato alla discaria e favorendo un minore consumo di materie prime naturali.
Le industrie europee rappresentano circa l'84% della produzione mondiale di agglomerato.
Si producono fanghi derivanti dal taglio e dalla lavorazione di lastre, blocchi e mattonelle di agglomerato, quasi completamente smaltiti in discarica. La quantità di fanghi è di circa 346,500 tonnellate all'anno in Europa, mentre a livello mondiale si tratta di circa 396,000 tonnellate all'anno.

L'estrazione di materie prime utilizzate in questo settore industriale come filler, ammonta a più del doppio del materiale necessario, in quanto gran parte del materiale estratto non è adatto per la lavorazone e quindi smaltito in discarica.
Precedenti studi e prove di laboratorio eseguite, hanno avvalorato l'idea dei partner SASIES che, i fanghi di agglomerato possono essere considerati non come rifiuti ma, se adeguatamente trattatati e valorizzati, come materie prime "secondarie" riutilizzabili nel processo produttivo dell' agglomerato come filler, ed in altre industrie di costruzione come quelle per la produzione di mattoni, cemento e asfalto. In questo modo, non solo lo smaltimento in discarica dei fanghi potrebbe essere del tutto evitato, ma ridurrebbe l'estrazione di materia prima e la CO2 emessa per il trasporto delle stesse.

I fanghi residui di agglomerato che sono oggetto del progetto sono di due tipi: fanghi di carbonato di calcio (in seguito di tipo A, marmo) e fanghi silicei (di tipo B, quarzo) .
Questi presentano diversi vincoli tecnici per il riciclo che il progetto mira a superare al fine di consentire il loro completo riutilizzo su larga scala.